Pornografia
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La
pornografia è la trattazione e/o la raffigurazione
di soggetti erotico-sessuali in maniera esplicita.
Viene definita in senso lato come Descrizione
e rappresentazione di cose oscene (ovvero inerenti
al sesso). La parola viene dal greco p??????af?a,
letteralmente scrivere su o disegnare prostitute.
Generalmente,
non è giudicata illegale, ma, in molti
contesti, è soggetta a censura e ne viene
vietata la visione ai minorenni.
Pornografia
ed erotismo
Nei primi anni del XXI secolo è in corso
un vivace scambio di opinioni riguardo la pornografia,
considerata da alcuni come una forma d'arte, da
altri come un vero e proprio crimine. Si è
cercato inoltre un modo di distinguere la pornografia
dall'erotismo, che a prima vista sembra trattare
gli stessi temi. Volendo mettere in luce le differenze
principali tra i due ambiti, si possono fare le
seguenti constatazioni:
la
pornografia, hard-core in inglese, è generalmente
più esplicita: a differenza dell'erotismo
o soft-core (che gioca sul classico vedo, non
vedo);
nella pornografia, generalmente, i rapporti sessuali
documentati sono preminenti rispetto al contesto
psicologico ed emotivo nel quale si realizzano
(si ha, quindi, una minore attenzione per la sessualità
emotiva a vantaggio di una fisica);
Secondo autorevole opinione "l'erotismo è
comunicazione, la pornografia é rappresentazione".
Spesso non è possibile stabilire una distinzione
tra pornografia ed erotismo in quanto le definizioni
si basano su un giudizio molto soggettivo.
Forme di pornografia
La forma più diffusa della pornografia
è composta da foto che ritraggono donne
in atteggiamenti espliciti; seguono immagini di
rapporti sessuali eterosessuali con due, tre o
più persone coinvolte. Le immagini indirizzate
al pubblico omosessuale, seppur esistenti in quantità
quasi uguale, sono molto meno diffuse.
La
stampa dedicata alla pornografia è un mercato
che non conosce recessione, composto da centinaia
di pubblicazioni periodiche; tra le più
famose ricordiamo Penthouse, Hustler, Joint, Private,
Men e Le ore.
Anche
nel cinema la pornografia si è molto diffusa,
tanto da diventare, nel corso degli anni Settanta,
un vero e proprio genere del grande schermo. Tra
gli interpreti principali del cinema pornografico
internazionale meritano una citazione particolare
le famose Moana Pozzi, Marina Lothar, Karin Schubert,
Vanessa Del Rio, Ginger Lynn, Amber Lynn, Nina
Hartley, Luce Caponegro (meglio conosciuta come
"Selen"), Luana Borgia, Pamela Miti,
Chloe Jones, Jenna Jameson, Silvia Saint, Zdenka
Podkapova, Angelica Bella, Erika Bella, Nikki
Anderson, Krystal Steal, Anita Blond, Eva Henger
e soprattutto Ilona Staller (meglio conosciuta
come "Cicciolina"), che raggiunse in
Italia una grande popolarità negli anni
Settanta e Ottanta, per poi dedicarsi alla politica.
Tra gli uomini, celebri sono: John Holmes, Joey
Silvera, Randy West, Gabriel Pontello, Jean Pierre
Armand, Ron Jeremy, Tom Byron, Peter North, Rocco
Siffredi e Tony Tedeschi.
Esistono
forme artistiche da alcuni assimilabili alla pornografia:
nella letteratura (valgano per tutti gli esempi
di La Chiave, dello scrittore giapponese Junichiro
Tanizaki, tutta la bibliografia de Il Marchese
de Sade e la letteratura popolare inglese che
ha preceduto il romanzo Moll Flanders di Daniel
DeFoe), nei fumetti (il genere hentai giapponese),
nell'arte (La fornarina di Raffaello), nella poesia
(Marziale, Tibullo, Properzio, Ovidio, Gabriele
D'Annunzio e il "divino" Aretino) e
nella musica (come il celeberrimo brano Je t'aime...
moi non plus di Serge Gainsbourg e Jane Birkin).
Pornografia e internet
La grande disponibilità di pubblico e l'economicità
del mezzo, rendono Internet un mezzo molto usato
per la distribuzione della pornografia. Di fatto,
con l'avvento della Grande Rete e, soprattutto,
per merito di fenomeni quali il file sharing (condivisione
di file), la pornografia ha subito un giro di
vite, divenendo immediatamente e anonimamente
disponibile ovunque e per chiunque. La prima conseguenza
di questo "sdoganamento della pornografia"
(così è noto il fenomeno) ha, innanzitutto,
mitigato il generico sentimento di condanna difronte
a questa forma espressiva, dall'altro ha agevolato
l'esplosione o larghissima diffusione di fenomeni
quali il genere "amatoriale", consistente
nella realizzazione di foto e video di carattere
porno-erotico ritraente persone comuni (spesso
gli stessi soggetti autori del prodotto). Nonostante
l'importanza del file sharing, il canale principale
di distribuzione della pornografia via internet
è rappresentato dai siti a pagamento, un
business esponenzialmente maggiore per i produttori
di materiale professionale che stanno privilegiando
il web agli storici canali di distribuzione della
pornografia, rappresentati da edicole, videoteche
e sexy shop.
Pedopornografia
In tutte le legislazioni che la contemplano, la
pedopornografia (ovvero la pornografia che include
lo sfruttamento di individui prepuberi) è
illegale e ne viene punita con gravità
sia la produzione, sia la distribuzione, sia la
detenzione, con o senza scopo di lucro; in Italia
la pedopornografia è punita secondo gli
articoli 600 e seguenti del Codice Penale con
pene da 3 a 12 anni.
Comunemente,
con il termine pedopornografia ci si riferisce
a qualsiasi prodotto pornografico coinvolgente
minori anche adolescenti.
Ciò
nonostante, è importante effettuare un
distinguo tra pornografia coinvolgente minori
e pedopornografia. Mentre la prima si riferisce
alla produzione di materiale pornografico illegale
poiché coinvolgente soggetti che non hanno
raggiunto la cosiddetta maggiore età, la
seconda si riferisce prettamente a quel tipo di
pornografia coinvolgente persone di ambo i sessi
che non hanno ancora subito le trasformazioni
fisiche proprie della pubertà, prodotti
destinati ai soggetti affetti dalla parafilia
nota come pedofilia. Questa distinzione è
di fondamentale importanza se consideriamo la
variabile cronologica concernente il raggiungimento
della maggiore età da paese a paese (14,
16, 17, 18, 21 e addirittura 23 anni) e se si
pensa al rapporto ipotetico tra età cronologica
ed età biologica, solo circostanzialmente
coincidenti.
Ad
esempio, è possibile che un prodotto pornografico
coinvolgente attori diciottenni, perfettamente
legale in Italia, sia illegale in un altro paese
e viceversa un film "porno" girato all'estero
nel rispetto delle leggi sia assolutamente illegale
nel nostro paese. Riguardo l'età biologica,
è da sottolineare il limite della nostra
attuale normativa. Ad esempio, il produttore di
un film pornografico coinvolgente un soggetto
di anni 15 privo dei caratteri sessuali della
pubertà (cosiddetta pubertà ritardata,
fenomeno non raro), sebbene per questa circostanza
abbia realizzato effettivamente un prodotto pedopornografico,
non subirebbe in caso di condanna l'aggravio di
pena previsto per la produzione di prodotti coinvolgenti,
appunto, minori di anni 14. In realtà,
in larga parte del diritto occidentale, per la
determinazione dell'età sessuale (sia in
senso di sviluppo psicologico che di sviluppo
fisico) ci si riferisce all'età cronologica
piuttosto che a quella biologica.
È
da ricordare, infine, che la punibilità
dei prodotti pornografici con protagonisti soggetti
minorenni prescinde dal vizio di volontà
dei soggetti coinvolti. Se, ad esempio, due adolescenti
girassero un filmato pornografico amatoriale che
li ritrae coinvolti in atti sessuali e, successivamente,
raggiunta la maggiore età, decidessero
di distribuirlo, gli stessi sarebbero perseguibili.
Pedopornografia ed internet
Negli ultimi anni l'avvento della fotografia digitale
e della banda larga ha sia contribuito all'aumento
dei casi di pedopornografia amatoriale sia facilitato
le indagini di polizia volte all'individuazione
dei responsabili, attraverso il controllo della
rete Internet (una rete dove, per definizione,
non esiste anonimato) utilizzata spesso dai pedopornografi
meno esperti per tenersi in contatto. Ciò
nonostante, i maggiori produttori di materiale
pedopornografico faticano ad essere individuati
e continuano ad operare nei Paesi caratterizzati
dal fenomeno dei "bambini di strada".
Nel
2003 e nel 2004 la polizia di stato italiana,
in seguito a numerose indagini svolte utilizzando
anche Internet, ha arrestato diverse persone accusate
di crimini legati alla pedopornografia che si
tenevano in contatto attraverso il web, mentre
la magistratura ha formulato accuse come "apologia
della pedofilia" ed "associazione a
delinquere" per i responsabili. I mezzi di
comunicazione di massa hanno dato ampio spazio
agli arresti, ma molto meno alle sentenze.
Una
critica soventemente rivolta alla magistratura
italiana nell'ambito delle indagini volte all'individuazione
dei pedopornografi ed alla soppressione dei contenuti
è quella di basarsi, inizialmente, su valutazioni
squisitamente estetiche per giudicare un prodotto
come avente per protagonisti soggetti minorenni
("sembra minorenne quindi probabilmente lo
è") e, successivamente, in fase di
indagini preliminari, su perizie concernenti valutazioni
biologiche (tono muscolare, pigmentazione, sviluppo
del seno, del pene etc...) laddove, come noto,
sovente non esiste corrispondenza tra l'età
biologica di un soggetto e l'età cronologica,
quella appunto rilevante per il nostro codice.
Storia della pornografia
Affresco su un muro di PompeiLa pornografia intesa
in senso lato ha origini molto antiche; qualche
forma di rappresentazione esplicita di atti sessuali
è testimoniata presso la maggior parte
delle civiltà della storia. È questione
controversa se l'importanza relativa della pornografia
sia correlata con il "grado di civiltà"
di un popolo. Certamente la pornografia intesa
nel senso corrente è un fenomeno moderno;
nell'esaminare la storia di questo fenomeno, quindi,
occorre estendere l'accezione di pornografia ed
intendere qualsiasi genere di rappresentazione
esplicita di atti sessuali, nudità e così
via; tenendo però presente che, al di fuori
di alcuni casi, non sempre è ipotizzabile
che tale rappresentazione avesse lo scopo di provocare
eccitazione nell'osservatore.
L'illustrazione
sessuale è la più antica tra le
varie raffigurazioni visive; addirittura, sono
state le sculture e le fotografie che raffigurano
nudità e corpi senza veli le prime forme
d'illustrazione, dando così il via ai vari
modi d'intendere e d'interpretare il sesso spinto,
estremo, violento, esplicito, sfrenato e carnale.
Ma non si è mai scoperta con certezza la
motivazione di tali illustrazioni, che potrebbero
essere state fatte per provocare eccitazione ma
anche per stupire il vedente.
Le
donne nude e le attività sessuali sono
descritte in maniera minuziosa nell'arte paleolitica
(vedi ad esempio la Venere di Willendorf). Tuttavia,
non è sicuro che lo scopo di tali opere
fosse il risveglio sessuale, dato che tali immagini
possono avere preferibilmente un'importanza spirituale.
Ci sono numerose immagini pornografiche realizzate
nelle mura romane di Pompei.
Inoltre,
proprio in questa epoca sorsero la famose case
chiuse (definite bordelli dal linguaggio popolano),
che avevano come segno distintivo alcuni disegni
pornografici affissi nella porta d'ingresso. Sempre
a Pompei, è stata recentemente notata la
raffigurazione degli organi sessuali maschili
e femminili eseguita in alcune strade: è
il segno che quelle erano vie frequentate dalle
prostitute.
Nell'aprile
del 2005 alcuni archeologi della Germania hanno
notato un grosso disegno, di circa 7.000 anni
fa, raffigurante un uomo che si piega sopra una
donna nel tentativo di veder soddisfatte le proprie
richieste sessuali. Tale figura è stata
chiamata Adonis von Zschernitz.
Per
molto tempo ed, in parte, anche oggi, la pornografia
è diventata bersaglio di lazzi e gag umoristiche
o satiriche. Addirittura, nel 1920, furono pubblicati
negli Stati Uniti d'America, alcuni fumetti d'impronta
comica che prendevano bonariamente in giro il
mondo della pornografia. Il titolo era Le Bibbie
di Tijuana.
Nella
seconda metà del XX secolo, la pornografia
si è evoluta negli USA grazie ad alcune
riviste specializzate per soli umonini, quali
a esempio Playboy e Uomo Moderno (entrambe fondate
nel 1950). Questi periodici hanno ritratto donne
famose completamente nude, venendo usate per la
masturbazione.
Dal
1960 in poi queste riviste hanno cercato una forma
di raffigurazione sessuale più esplicita.
Tale ricerca è terminata negli anni Novanta,
quando erano ormai inseriti articoli ed immagini
riguardanti l'amore lesbico, l'omosessualità,
la penetrazione, il sesso di gruppo, il feticismo
sessuale.
L'ambiente
della cinematografia, ovviamente, sin dalla sua
invenzione, si accorse del potenziale commerciale
di questo genere pornografico ma la legge vietava
produzione e distribuzione di pellicole a contenuto
pornografico in tutte le nazioni del mondo. Persone
facoltose finanziarono la produzione di poche
pellicole porno che venivano acquistate e rivendute
all'interno di una cerchia ristretta di ricchi
appassionati del genere.
Nelle
nazioni dove l'industria cinematografica si sviluppò
presto si produssero tali pellicole che adesso
valgono molto e sono custodite da esperti collezionisti:
in Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Svezia
e Stati Uniti le prime pellicole pornografiche
ossia con penetrazioni in primo piano si girarono
nel 1900. Alcune copie, accuratamente restaurate,
di pellicole così antiche sono visibili
nei musei dedicati alla pornografia. In una pellicola
italiana del periodo pionieristico e clandestino
tra i collaboratori alle didascalìe si
legge chiaramente: Gabriele D'Annunzio.
La
produzione pornografica, specialmente negli Stati
Uniti, diventò un affare importante per
la criminalità organizzata che riusciva
a produrre e distribuire anche in notevole quantità:
le autorità arrestavano produttori, registi,
interpreti ma il mercato, dopo la seconda guerra
mondiale, era così florido che i fuorilegge
potevano permettersi lauti compensi a chi collaborava
e soprattutto alle interpreti, che spesso erano
prostitute di lusso, quindi, anche note in certi
ambienti di potere.
L'altra
decisiva e grande spinta alla produzione della
pornografia legale venne dai movimenti politici
definiti hippy (termine derivato dalla sigla,
in lingua inglese, di un partito) ossia naturisti,
amanti della natura che si definivano figli dei
fiori e avevano per motto: pace e amore. Da tale
ambiente di contestatori, attivi soprattutto in
California (Los Angeles e San Francisco), provengono
i fratelli Mitchell, produttori di film pornografici
e amici di Ted Kennedy, Candide Royall, attrice
e produttrice di porno, Larry Flint, editore e
cineasta.
Le
autorità della California si resero conto
che ormai l'industria cinematografica di Los Angeles
considerava il genere pornografico importante
per il suo valore non solo commerciale ma anche
culturale e politico, quindi, lo Stato della California
legalizzò produzione e distribuzione di
pellicole pornografiche nel 1970: da allora Los
Angeles è stata ed è sempre il centro
di produzione mondiale meglio organizzato per
pellicole, videocassette, dischi digitali e la
qualità di tali prodotti è apprezzata
anche da registi che non girano pellicole pornografiche.
Il
primo film pornografico, distribuito legalmente,
realizzato negli Stati Uniti è stato Mona:
girato nel 1970, esso durava poco meno di un'ora
ed è pertanto da considerare un mediometraggio.
I registi furono Bill Osco e Howard Ziehm, che
utilizzarono i ricavi di tale pellicola per produrre
il film cult Flesh Gordon. Nel 1972 venne realizzato
Gola profonda con Linda Lovelace, che è
tuttora uno dei film più conosciuti in
assoluto. Da più parti si ritiene che il
miglior film hard in assoluto sia The Opening
of Misty Beethoven, noto anche come Misty Beethoven,
una pellicola del 1976 diretta da Radley Metzger
(con lo pseudonimo, in omaggio alla capitale della
Francia, di Henry Paris), alcune parti della quale
sono state girate a Roma.
È
difficile stabilire quale sia stato il primo film
pornografico, vero e proprio, cioè destinato
alle sale cinematografiche, realizzato in Italia.
Probabilmente si tratta di qualche film circolato
nel nostro Paese in versione soft, ma girato in
versione hard nelle copie destinate all'estero
(forse già nei primi Anni Settanta). Un
celebre caso di tale usanza è costituito
dal film Emanuelle in America, di Joe d'Amato
(pseudonimo di Aristide Massaccesi), che conteneva
una scena hard girata da Marina Lotar. Forse il
primo film girato in Italia in versione hard e
circolato nelle sale cinematografiche nazionali
è La parte più appetitosa del maschio,
del 1979, diretto da Lorenzo Magnolia (con lo
pseudonimo di Petunia Lawrence Hamilton), il quale,
come attore, compare in La classe operaia va in
paradiso, di Elio Petri. Questo particolare non
deve stupire più di tanto, perché
all'epoca era frequente la contiguità di
chi operava (o aveva operato) nel cinema "normale"
ed in quello hard, al punto che in queste pellicole
si trovava a lavorare (quasi sempre in scene non
pornografiche, e forse all'oscuro del fatto che
tali scene sarebbero state girate e montate) anche
più di un caratterista di non trascurabile
notorietà. Il primato può essere
anche attribuito al film I porno amori di Eva,
di Giorgio Mille, circolato prima di quello di
Magnolia, ma le cui scene di sesso esplicito erano
assai limitate. A rendere più complessa
la questione, il fatto che, per timore di sequestri,
le pellicole venivano proiettate con scene più
o meno esplicite a seconda della località.
Il film italiano Sesso nero, diretto nel 1978
da Joe d'Amato, venne filmato nella Repubblica
Dominicana e circolò in Italia solo a partire
dal 1980.
Il
primo spettacolo pornografico destinato al grande
pubblico in Italia è stato Curve deliziose
del 1986 con Cicciolina, Moana Pozzi e Malù-Ramba.
Sottogeneri della pornografia
Infine, è utile affermare che la pornografia
ha resistito, rafforzandosi e diffondendosi, fino
ai nostri tempi grazie alla sua capacità
di trovare infiniti generi e sottogeneri. Una
lista, per forza di cose incompleta, dei sottogeneri
della pornografia è difficile da realizzare,
perché possono sorgere altre branche da
un momento all'altro. Tuttavia, meritano per lo
meno una citazione alcuni sottogeneri famosi e
cruciali nei nostri tempi:
Porno-chic
- in cui le protagoniste sono modelle eleganti
con il seno naturale, l'abbigliamento scelto con
cura.
Pornografia anale ossia sodomia eterosessuale
Pornografia feticista, in particolare:
"foot" dedicata al feticismo dei piedi
"hairy" concernente le donne pelose
(nei genitali, ma talvolta anche gambe e petto)
"latex" dedicata ai vestiti aderenti
di lattice
"pantyhose" dedicata ai collant ed ai
tessuti con trasparenze
Pornografia omosessuale maschile, gay in lingua
inglese
Pornografia lesbica
Pornografia bisessuale
Pornografia infantile (o pedopornografia)
Pornografia masochista
Pornografia soft o soft porno o softcore: in genere
non si vedono penetrazioni
Pornografia (inter)razziale (attori e/o attrici
di etnie e razze diverse)
Pornografia dell'incesto
Pornografia "mature" (sottocategorie
M.I.L.F./olders/grannies)
Pornografia transessuale
Pornografia prenatale: donne gravide copulano
nelle varie posture
Pornografia escrementizia: donne fanno sesso quindi
defecano e urinano
Pornografia bestiale: in genere donne penetrate
da cani, scimmie, caprini, suini o equini.
Fenomeno preoccupante di criminalità feroce
e abbietta sarebbe la produzione, chiaramente
illegale, dei cosiddetti, in lingua inglese, snuff
movie: videocassette che mostrano donne, spesso
minorenni e ovviamente sempre ignare dell'altrui
proposito omicida, che si esibiscono in prestazioni
sessuali, prima di essere torturate e uccise nei
modi più brutali. Una videocassetta di
tale tipo criminale costerebbe, secondo i periodici
allarmi sollevati dalla stampa, in media €50.000.
A ogni modo, diverse indagini ufficiali (alcune
condotte dall'FBI) mai hanno portato alla conoscenza
di tali produzioni. Gli snuff movie sono al centro
della vicenda narrata in diversi film: tra questi
lo spagnolo Tesis prodotto nel 1996 nonché
gli statunitensi 8 mm-Delitto a luci rosse e My
little eye.
Pornografia
e censura
In molti si sono chiesti se la censura delle raffigurazioni
pornografiche sia giusta. I favorevoli alla censura
credono che un'azione legislativa più severa
renderebbe la pornografia un fenomeno molto più
marginale di quanto non lo sia oggi.
I
contrari alla censura sostengono che anche la
pornografia può essere considerata una
forma d'arte e quindi non degna di essere censurata.
Inoltre, in molti hanno fatto notare che ciò
che un tempo era considerato pornografico, col
tempo è diventato addirittura un capolavoro.
Basta fare gli esempi del Decamerone di Giovanni
Boccaccio, che fu addirittura inserito nell'Indice
dei libri proibiti dalla Chiesa Cattolica, e del
romanzo di David Herbert Lawrence L'amante di
Lady Chatterley, che fu considerato nell'anno
in cui fu pubblicato (il 1928) osceno e offensivo
al comune senso del pudore.
Proprio
a causa di queste ragioni, finora, la censura
ai danni della pornografia si è utilizzata
poche volte. Fanno eccezione, ovviamente, i casi
estremi in cui si oltrepassano sia i livelli legali
sia quelli del buon senso.
Una
questione rilevante nel dibattito sulla censura
riguarda il ruolo della pornografia nella trasmissione
e nella riproduzione di forme di oppressione e
violenza nei confronti della donna o di altre
figure, e, in ogni caso, di un uso puramente mercantile
del corpo umano. Una delle cose che più
viene rimproverata alla pornografia è l'eccessivo
utilizzo del sadismo. Secondo alcuni, infine,
la mercificazione è arrivata ad un punto
così alto che la pornografia si può
considerare addirittura come una pseudo-religione
pagana, basata sul culto del sesso e del Dio denaro.
In
Giappone ad esempio, la legge proibisce di mostrare
gli organi genitali al pubblico, pertanto i film
pornografici e le riviste (compresi anime e manga),
sono censurati. Di contro sempre in Giappone si
realizzano film dominati da scene di feticismo
estremo come quelli del genere bukkake.
Punto di vista delle femministe
Nei movimenti femministi s'individuano due posizioni
contrapposte riguardo la pornografia. Le femministe
che hanno una visione positiva del sesso, come
la sociologa della Northwestern University di
Chicago Laura Kipnis, considerano la pornografia
un aspetto positivo e cruciale della rivoluzione
sessuale che ha portato alla liberazione della
donna, contrariamente alla morale dei conservatori,
che la vedono invece come oppressiva per le donne.
Altre
femministe hanno, invece, un giudizio negativo:
queste sostengono che se, in un certo senso, la
pornografia pone la donna al centro dell'attenzione,
d'altra parte la mercifica e la riduce a oggetto
del desiderio degli uomini. Inoltre, in quasi
tutte le rappresentazioni pornografiche, la donna
sarebbe incapace di esprimere un desiderio proprio,
quindi, sarebbe costretta a sopportare quello
del maschio "dominante".
Questa
visione sessista, che tali gruppi attribuiscono
alla pornografia, le ha spinte a boicottare alcune
manifestazioni pornografiche, sia cinematografiche
che letterarie. La contestazione più curiosa
è avvenuta a Napoli nel 2000: un gruppo
di femministe battagliere ha scaraventato dei
pomodori contro Tinto Brass, il cui cinema appartiene
per altro al genere erotico e non a quello pornografico.
Chiesa Cattolica e pornografia
La morale cattolica da sempre condanna la pornografia,
in accordo con la sua visione morale fondata sulla
dignità della persona umana, che va sempre
rispettata e trattata come fine e mai come oggetto.
La Chiesa cattolica considera, infatti, la pornografia
come un atto che lede gravemente la dignità
della persona.
Ecco
come si esprime al riguardo il Catechismo della
Chiesa Cattolica:
La
pornografia consiste nel sottrarre all'intimità
dei partner gli atti sessuali, reali o simulati,
per esibirli deliberatamente a terze persone.
Offende la castità perché snatura
l'atto coniugale, dono intimo degli sposi l'uno
all'altro. Lede gravemente la dignità di
coloro che vi si prestano (attori, commercianti,
pubblico), poiché l'uno diventa per l'altro
l'oggetto di un piacere rudimentale e di un illecito
guadagno. Immerge gli uni e gli altri nell'illusione
di un mondo irreale. È una colpa grave.
Le autorità civili devono impedire la produzione
e la diffusione di materiali pornografici (n.
2354).
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.